Descripción
Torino, gennaio 2025. Il generale libico Osama Almasri, accusato di crimini contro l’umanità e ricercato dalla Corte penale internazionale, è arrestato dalla polizia italiana. Tre giorni dopo, un volo di Stato lo riconsegna in libertà al suo Paese. Dietro questa operazione, le firme dei vertici del governo.
Per Luigi Li Gotti, avvocato penalista tra i più noti e protagonista di cinquant’anni di storia giudiziaria italiana, quel gesto rappresenta una frattura irreparabile. Dopo aver attraversato in prima linea gli anni delle stragi, delle mafie e delle collusioni tra Stato e criminalità, compie un atto senza precedenti: denuncia per favoreggiamento e peculato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti Alfredo Mantovano. Parte da qui un vero e proprio terremoto politico. In questo libro-intervista, incalzato da Saverio Lodato, Li Gotti intreccia il racconto della vicenda Almasri con una riflessione lucida sulla storia d’Italia.
Dai misteri e dai segreti ancora non svelati della Repubblica alle attuali derive autoritarie, prende forma un atto d’accusa senza sconti, che costringe a far luce sulle zone d’ombra della nostra democrazia.
Il testo è arricchito da un’appendice con la memoria depositata in Commissione antimafia dal senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato – documento cruciale per comprendere le connessioni tra poteri occulti e stragi – e di materiali inediti forniti dallo stesso Li Gotti.
Notas biográficas
Luigi Li Gotti (Mesoraca, 1947) è uno dei penalisti più autorevoli d’Italia. Ha partecipato ai principali processi della storia della Repubblica, da piazza Fontana alle stragi di mafia, al caso Moro, fino all’omicidio Calabresi e al G8-Diaz. Ha difeso pentiti di spicco come Tommaso Buscetta, Francesco Marino Mannoia, Giovanni Brusca e Gaspare Mutolo. In passato militante dell’Msi, è poi entrato nell’Italia dei Valori. Tra il 2006 e il 2008 è stato sottosegretario alla Giustizia, senatore nella legislatura successiva. Primo firmatario delle leggi su banca dati DNA, stalking, terrorismo internazionale e cibernetico, nonché presidente del comitato bicamerale su gioco d’azzardo e riciclaggio e sull’adeguamento interno allo statuto della Corte penale internazionale. Nel 2025 è tornato al centro del dibattito con un esposto che ha portato all’indagine dei vertici del governo sul caso Almasri.
