Descripción
Nascosto tra le aspre e magnifiche montagne della Calabria, un uomo ha scelto di abbracciare il silenzio. Frédéric Vermorel vive la millenaria vocazione dell’eremita non come una fuga dalle inquietudini del mondo, ma come un’immersione profonda e vigile nel cuore dell’umanità.
Dal suo rifugio nella Locride – l’antico romitaggio di Sant’Ilarione –, l’isolamento e la preghiera si trasformano sorprendentemente in uno spazio di autentica accoglienza e di insospettabile impegno civile. Attraverso i ricordi di una giovinezza inquieta e riflessioni di straordinaria lucidità, emerge il ritratto di un’esistenza che, seppur lontana dal frastuono della modernità, resta profondamente ancorata alle ferite e alle speranze del nostro tempo. La solitudine eremitica diviene così un terreno fertile dove la contemplazione si fa dono.
Una testimonianza intensa sulla ricerca del senso profondo dell’esistenza, sul valore della sobrietà e sulla forza della preghiera, in una scelta di vita che, lungi dall’erigere muri, si fa ponte invisibile verso il prossimo, la natura e l’Infinito.
Prefazione di Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo metropolita emerito di Campobasso-Boiano
Notas biográficas
Frédéric Vermorel, nato in Francia nel 1958, prima della laurea in Scienze politiche a Parigi, comincia da ragazzo a frequentare la comunità di Taizé. Gira il Mediterraneo e sosta nel Sahara per un certo periodo sulle orme di Charles de Foucauld. Inizia così un percorso che lo porta nel 1984 a diventare membro della fraternità monastica di S. Maria delle Grazie, a Rossano Calabro, dove resta per quasi dodici anni. Nel 2003 scopre l’antico romitaggio abbandonato di Sant’Ilarione. Nasce il sogno di portarlo a nuova vita e di restare a viverci in solitudine. Il sogno si avvera grazie all’allora vescovo Giancarlo Maria Bregantini che lo accoglie come eremita diocesano. Oggi l’eremo è tornato ad essere un luogo di preghiera, di lavoro e di ospitalità.
