Description
Il quadro di un’epoca che sottomise e uccise le donne che osavano non obbedire
Tra il Trecento e il Settecento, l’Europa fu attraversata, a ondate, dai fuochi dei roghi a cui erano condannate le streghe. L’Italia, pur con tratti suoi peculiari, non fece eccezione: nelle vallate alpine, nei borghi del Nord, nei margini rurali della penisola, antichi saperi femminili divennero una colpa. Guarire, conoscere le erbe, assistere alle nascite, interpretare i segni della natura: ciò che per secoli era stato necessario alla sopravvivenza delle comunità si trasformò in minaccia all’ordine costituito.
Questo libro attraversa quattro secoli di caccia alle streghe nel nostro paese, dimostrando come l’accusa di stregoneria sia stata uno strumento di controllo sociale, politico e simbolico. Un’accusa usata per disciplinare i corpi, silenziare il dissenso, contenere l’autonomia femminile e riaffermare un ordine patriarcale fondato sulla paura e l’obbedienza.
Dai primi processi medievali alle ultime fiamme del Settecento, Malefiche presenta al lettore una messe di informazioni, frutto di un lavoro di ricerca minuzioso su fonti d’archivio, atti inquisitoriali e testi demonologici, riuscendo a estrarre da quelle carte le storie vivissime di donne perseguitate. Storie di violenza, certo, ma anche di resistenza a un potere che sempre tenta di controllare e punire ciò che non riesce a governare.
Tra il Trecento e il Settecento, l’Europa fu attraversata, a ondate, dai fuochi dei roghi a cui erano condannate le streghe. L’Italia, pur con tratti suoi peculiari, non fece eccezione: nelle vallate alpine, nei borghi del Nord, nei margini rurali della penisola, antichi saperi femminili divennero una colpa. Guarire, conoscere le erbe, assistere alle nascite, interpretare i segni della natura: ciò che per secoli era stato necessario alla sopravvivenza delle comunità si trasformò in minaccia all’ordine costituito.
Questo libro attraversa quattro secoli di caccia alle streghe nel nostro paese, dimostrando come l’accusa di stregoneria sia stata uno strumento di controllo sociale, politico e simbolico. Un’accusa usata per disciplinare i corpi, silenziare il dissenso, contenere l’autonomia femminile e riaffermare un ordine patriarcale fondato sulla paura e l’obbedienza.
Dai primi processi medievali alle ultime fiamme del Settecento, Malefiche presenta al lettore una messe di informazioni, frutto di un lavoro di ricerca minuzioso su fonti d’archivio, atti inquisitoriali e testi demonologici, riuscendo a estrarre da quelle carte le storie vivissime di donne perseguitate. Storie di violenza, certo, ma anche di resistenza a un potere che sempre tenta di controllare e punire ciò che non riesce a governare.
Notes biographiques
Ha due lauree e un dottorato in Scienze filosofiche. I suoi interessi di ricerca spaziano dalla bioetica alla storia culturale e alla storia delle donne. Accanto all’attività
accademica, svolge attività editoriale e di divulgazione: è autrice di saggi e articoli e del volume Bioetica di inizio vita in Gran Bretagna (Edizioni Accademiche Italiane). Collabora con l’Enciclopedia delle Donne, per la quale ha curato voci dedicate a figure della dinastia dei Medici, ed è socia della Società Italiana delle Storiche. Nata a Milano, vive tra Napoli e la Toscana.
accademica, svolge attività editoriale e di divulgazione: è autrice di saggi e articoli e del volume Bioetica di inizio vita in Gran Bretagna (Edizioni Accademiche Italiane). Collabora con l’Enciclopedia delle Donne, per la quale ha curato voci dedicate a figure della dinastia dei Medici, ed è socia della Società Italiana delle Storiche. Nata a Milano, vive tra Napoli e la Toscana.
