Ricordando i luoghi

Autobiografia
Éditeur:
An :
2026
ISBN:
9788854534780
DRM:
Adobe (Le fichier téléchargé porte une extension .acsm et est converti au format acheté lors de l'installation sur votre eReader)

9,99 €

Lire aperçu

Description

C’è una frase, tra quelle che Rykwert ricorda nelle sue memorie, che fornisce in un certo senso la chiave di lettura del libro, e, forse, di tutta la sua opera: «L’architettura è un edificio che racconta una storia» – non una costruzione, ma un’abitazione, se la storia che l’architettura racconta non può essere che quella degli uomini che vi hanno abitato. Le memorie di Rykwert compitano parola per parola questa storia che l’architettura dei luoghi non smette di raccontare. Dall’infanzia in una famiglia colta e benestante della borghesia ebrea di Varsavia fino alla Londra in cui i Rykwert si rifugiano allo scoppio della guerra; poi l’Italia degli anni ’50, vista in un anti-Grand Tour (Bergamo-Milano-Venezia-Mantova-Roma), dove scopre che nella «forma di vita degli italiani [...] intreccio di convivialità e architettura» poteva sentirsi a suo agio come in nessun altro posto. E sempre ai luoghi sono indissolubilmente legate le persone che li abitano: dal leggendario nonno Benjamin (dziadziuś, “il nonnino”, come lo chiamava in polacco il piccolo Joseph) nella casa e nella sinagoga dell’infanzia alla Student Movement House in Gower Street dove incon¬tra Canetti, «grassoccio, baffuto, con un im¬permeabile di gabardine troppo lungo e una valigetta portadocumenti sdrucita […] a cui il potere interessava più di ogni altra cosa»; dalla Parigi di Gabriel Marcel, «piccolo e burbero […] che sembrava l’incarnazione della France profonde», alla Roma di Bobi Bazlen, «buon ascoltatore» ma «saturnino e minaccioso», e di Bruno Zevi, col quale si lega in una «litigiosa amicizia» durata cinquant’anni. E ancora il Messico di Ivan Illich, e Milano e il gruppo di architetti intorno a Ernesto Rogers e Gio Ponti, e Zurigo, dove visita più volte Siegfried Giedion, che gli contagia «la sua passione per la ricerca delle origini sia dell’arte che dell’architettura». È questo coinvolgimento «appassionato, carnale» con la struttura e la materia dei luoghi fatti dagli uomini che distingue le memorie di questo grande non soltanto storico ma anche archeologo e filosofo dell’architettura da quelle che riempiono oggi gli scaffali delle librerie. G.A.

Ciò che segna la mia storia è l’interesse personale, sensoriale, per il senso profondo delle pareti, dei pavimenti – le cose tangibili dell’abitare. Il modo in cui questo nutrimento si è trasmutato in un coinvolgimento appassionato, carnale – quasi erotico – con tutto quello che concerne l’ambiente costruito dall’uomo è ciò di cui sono cariche le pagine che seguono; spero che la cosa renda queste memorie un po’ diverse da quelle che riempiono gli scaffali di librerie e biblioteche – poiché «ognuno di noi, che lo voglia o no, è interessato a sé stesso [...] per la semplice ragione che ognuno è soggetto e protagonista della propria vita e che questa non è trasferibile».


Notes biographiques

Joseph Rykwert (1926-2024) è stato uno dei maggiori critici e storici dell’architettura. Do­cente emerito di architettura presso la Univer­sity of Pennsylvania, è stato autore di numerosi e influenti saggi, fra cui ricordiamo La casa di Adamo in Paradiso (Adelphi 1972), L’architettura e le altre arti (Jaca Book 1993), I primi moderni: dal classico al neoclassico (Mondadori 1994), Necessità dell’artificio (Mondadori 1995), L’idea di città (Adelphi 2002), La seduzione del luogo. Storia e futuro della città (Einaudi 2008) e La co­lonna danzante (Scheiwiller 2010).
Giorgio Agamben ha insegnato in università italiane e straniere e la sua opera è tradotta in molte lingue. Tra i suoi libri recenti ricordiamo l’edizione integrale di Homo sacer (Quodlibet 2018), Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate (Einaudi 2021), Quel che ho visto, udito, appreso (Einaudi 2022). Con Neri Pozza ha pubblicato Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (2011), L’uso dei corpi (2015), Che cos’è reale? La scomparsa di Majorana (2016), Creazione e anarchia. L’opera nell’età della religione capitalista (2017), Il Regno e il Giardino (2019) e Lo Spirito e la Lettera (2024). Dirige per Neri Pozza la collana “La quarta prosa”.

Tags

Du même auteur