Description
La parola dipendenza oggi è quasi sempre usata con sospetto. Eppure, a guardarla da vicino, dice una verità sorprendente su di noi: dipendere significa, alla lettera, «pendere da», essere sospesi a qualcosa che ci regge. Nessuno si fa soltanto da sé: siamo esseri in relazione fin dalla nascita. La nostra libertà non nasce dal recidere i legami, ma dal riconoscere quelli che ci fanno vivere.
Da questa intuizione muove il volume, che affronta il fenomeno delle dipendenze – dal gioco d’azzardo alle dipendenze dai social – non come un semplice disturbo da correggere, ma come il rovescio ferito della nostra costitutiva relazionalità. In un’epoca che ha fatto dell’autorealizzazione individuale il proprio imperativo, e che proprio per questo produce solitudine, ansia e nuove schiavitù, studiosi di diversi ambiti – sociologico, psicologico, clinico e filosofico – cercano insieme il filo per uscire dal labirinto.
Ne nasce un percorso che va dalla diagnosi culturale del nostro tempo all’origine psicologica del legame, dall’esperienza clinica del recupero fino a una teoria della dipendenza nell’età degli algoritmi. Il filo che se ne ricava non è la fuga dal legame, ma il legame giusto: quello che, come il filo di Arianna, non trattiene prigionieri ma accompagna verso l’uscita..
Vincenzo Arborea è ricercatore in Antropologia nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce (Roma), è docente di Business Ethics presso l’IPE Business School (Napoli), dove dirige il Centro Studi di Antropologia ed Etica.
Notes biographiques
Vincenzo Arborea è ricercatore in Antropologia nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce (Roma), è docente di Business Ethics presso l’IPE Business School (Napoli), dove dirige il Centro Studi di Antropologia ed Etica.
