Description
La teoria esposta in Ricerca sui principi della
conoscenza naturale era custodita tanto gelosamente da Whitehead da fargli interrompere la trasmissione dei suoi appunti personali verso
l’amico Russell. La prospettiva che questo scritto
offre è un’inedita teoria della percezione
che mette in luce il “vizio” filosofico delle teorie
di Berkeley, Hume e Kant, le quali ignorano
il luogo di un evento percettivo all’interno di
una “durata ininterrotta” più estesa. Gli eventi
sono porzioni dell’universo dalle quali le relazioni
con le altre parti di esso non sono astratte,
bensì reali. Stabiliti gli eventi come primitivi,
viene elaborato un dispositivo logico del
tutto nuovo: la convergenza tra classi di eventi.
La conseguenza più eclatante sulla storia della
filosofia sarà l’abbandono dell’a priori; spazio
e tempo sono solo parassiti ontologici derivati
da una fetta più fondamentale della natura.
Per fissarne i fattori di verità, Whitehead si serve
di un gruppo di assiomi che passeranno alla
storia come “metodo dell’astrazione estensiva”.
Notes biographiques
è dottore di ricerca in Storia della scienza presso l’Università degli Studi di Bari. Ha recentemente svolto un grant di ricerca
annuale presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (IISF), dedicato alla formalizzazione del concetto di durata. I suoi interessi principali includono la filosofia della scienza, la mereotopologia e lo studio dei concetti fondamentali della teoria degli eventi nell’ambito della metafisica della persistenza.
(1861-1947), filosofo e matematico britannico, ha apportato dei contributi fondamentali alla logica matematica, alla filosofia
della scienza e alla metafisica. È noto per il lavoro con Bertrand Russell, Principia Mathematica, e per lo sviluppo della filosofia del processo, in cui concepisce la realtà come un flusso di eventi in costante trasformazione. La sua opera ha avuto un impatto duraturo sulla metafisica, la teoria della conoscenza e la filosofia della scienza.
