SPINA 22

L'eredità del mondo classico, tra politica e sviluppo del territorio
Anno:
2024
ISBN:
9788891327581
DRM:
Social DRM

180,00 €


Descrizione

The importance of the past as a fundamental tool for understanding the present has long been clear. For this reason, it seems necessary to take advantage of every opportunity, such as that offered by the centenary of the discovery of the Etruscan necropolis of Spina, to enrich the reflection on the many interrelations between the classical world and the contemporary. That is what this volume aims at, intentionally articulated on different research levels. Recalling the importance of History and Archaeology, disciplines that lay at the basis of the Italian colonial vision, from the late 19th century to Republican times, the contributions offer the reader a rich contextualisation of the sedimentation process of the myth of Spina. A path lasting centuries, including contributions from literature, poetry and the figurative arts. But the volume also intends to be a historical reconstruction of the multiplicity of repercussions that the Spina myth had, in terms of territorial organization and management of cultural policies, on the city of Ferrara: an important legacy, capable of making its effects felt in the present, not only regarding the city's intense activity as a pole of aggregation of local energies, but also because of the crucial nature of that past as a stumbling block placed upon the path of our frenetic contemporary societies. Nel 2022 si celebrano i 100 anni dalla scoperta della prima tomba delle necropoli di Spina, emporio greco-etrusco che per secoli ha rappresentato un accesso privilegiato per il mondo greco e, in particolar modo, per l'Atene di età classica all'Europa centrale. Di questo sito però, da sempre noto grazie alle notizie presenti nelle fonti letterarie antiche, nulla si conosceva fino alla sua fortuita scoperta nell'aprile del 1922, avvenuta durante i lavori delle opere di bonifica delle valli di Comacchio. Nell'ambito di queste celebrazioni, il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dalla Sezione di "Storia e Scienze dell'Antichità" dell'Università di Ferrara, con l'obiettivo di riflettere sul ruolo avuto dal mito di Spina, sia prima della che in seguito al suo rinvenimento, in termini di costruzione identitaria del territorio, tenendo conto dell'uso politico del passato classico in Italia. Dalla corte estense al fascismo, fino all'età repubblicana: la lettura e la rilettura in chiave politica di Spina e del passato classico hanno sempre funzionato sia quale leva di legittimazione, sia in funzione della possibilità di organizzare un ramificato sistema di istituzioni, poteri e interessi. Attraverso l'analisi dei processi costruttivi di nuove narrazioni e identità culturali, indagando il ruolo dell'archeologia rispetto al tema dell'uso pubblico-politico della storia e all'organizzazione delle istituzioni culturali preposte alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico, nonché al rapporto con le comunità che abitano tra Ferrara e Comacchio, il volume mette il luce la forza del legame speciale creatosi tra il sito archeologico di Spina, la sua storia e il territorio in cui si trova, in bilico tra l'uso politico del passato e nuove strategie di sviluppo culturale.



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