Description
«Ho capito che i figli bisogna lasciarli andare, che non bisogna riversare su di loro le nostre angosce per loro. Che se si rompono, pazienza, si riattaccano. Questo è l’amore, ed è tutto quello che possiamo fare.»
Qualche anno fa, la scrittrice Costanza Rizzacasa d’Orsogna ha perso in poche settimane il gattino disabile Milo – adottato undici anni prima e subito considerato un figlio – e il padre, in seguito a un tragico incidente. Spinta dall’urgenza di registrare le proprie emozioni per dare un senso a quanto accaduto, ha iniziato un personalissimo diario del dolore, un viaggio attraverso il lutto alla ricerca del significato dell’esistenza. Un viaggio che passa anche per lo studio della filosofia giapponese e la pratica del «kintsugi», l’antica arte di riparare con l’oro gli oggetti cari, e gli incontri con persone speciali e indimenticabili di questo Paese. Un racconto vorticoso e senza filtri delle fasi del lutto, a volte attraversate tutte nello stesso giorno: la negazione della morte e l’incapacità di staccarsi dal corpo del figlio, il desiderio di raggiungerlo, la rabbia, il senso di colpa, la rimozione e la perdita di memoria, l’illusione e l’euforia, la depressione, la malattia. Per arrivare, gradualmente, all’accettazione dell’impermanenza, alla gratitudine, alla speranza. E a comprendere che il dolore è parte della gioia che abbiamo ricevuto, e che le cicatrici, pur laceranti, raccontano l’opera della nostra vita.
Biographical notes
COSTANZA RIZZACASA D’ORSOGNA, scrittrice, giornalista e saggista cresciuta tra l’Italia e gli Stati Uniti, dopo un lungo trascorso da americanista oggi si occupa di cultura giapponese per il «Corriere della Sera». È autrice della trilogia di favole sulla diversità "Storia di Milo" (Guanda 2018-23), tradotta dall’Europa all’Asia, del romanzo sulla menzogna e le dipendenze "Non superare le dosi consigliate" (Guanda 2020) e del saggio "Scorrettissimi. La cancel culture nella cultura americana" (Laterza 2022). Del 2026, ed entrambi sul Giappone, sono il romanzo "Yuzuru. Il volo del samurai" (Giunti) e il memoir del monaco buddhista Ryojun Shionuma, "L’arte di sorridere in salita", da lei curato per Vallardi.
