La signora di Cariddi

Editore:
Anno:
2026
ISBN:
9788833213552
DRM:
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On sale from
Friday 23 October 2026

Description

«Quel che si ricorda, a lettura conclusa, è il profilo netto, inquietante, a volte persino rabbioso, di questa Emanuela: un personaggio che fa della contraddizione la propria verità interiore, e che accomuna bellezza e abiezione in un unico, brulicante coagulo.»
Giulio Nascimbeni

Dall’autrice della Vigna di uve nere.

Scrive dal carcere di Rebibbia, Emanuela Lolli, contessa di Cariddi. Ha ucciso e lo ammette, non cerca scuse. Scrive le sue memorie, i peccati suoi e quelli dell’alta società siciliana. Scrive perché ha bisogno di ripercorrere amori, silenzi, ipocrisie e crudeltà, ma soprattutto le circostanze che l’hanno spinta verso l’abisso di un gesto estremo: non per scagionarsi, ma per raccontare sé stessa.
Sin dall’infanzia, Emanuela sa di essere erede di un mondo aristocratico in declino, fatto di disciplina, debiti e apparenze. Il suo destino, d’altra parte, è scritto nel suo stesso nome, che – come il mostro mitologico, Cariddi – si trasforma in un vortice che la inghiotte e la trascina a fondo. Vedova a ventiquattro anni dopo un matrimonio infelice, poi abbandonata dall’amante, Emanuela usa carisma, intelligenza e fascino per sedurre, ma non rinuncia mai al suo orgoglio. E sarà proprio l’orgoglio, l’ultima cosa di valore che le rimane, a spingerla tra le braccia di un destino ineluttabile.


Biographical notes

Livia De Stefani nasce a Palermo, nel 1913, in una famiglia di proprietari terrieri; a soli diciassette anni, sposa lo scultore Renato Signorini e si trasferisce a Roma, entrando in contatto con gli ambienti intellettuali della capitale. Nel 1953 pubblica il suo primo romanzo, La vigna di uve nere, che viene accolto da un enorme successo in Italia e all’estero e che astoria ha riproposto nel 2025. Nel 1955, suscitando grande scandalo, si separa dal marito; pur continuando a vivere a Roma, dove lavora per la casa editrice Rizzoli, va spesso in Sicilia per amministrare le tenute di famiglia. Nel 1971 pubblica La signora di Cariddi, candidato al Premio Viareggio e al premio Campiello, e conferma quella che Carlo Bo ha definito la sua capacità di raccontare “la vasta rete di passioni che alimentano il gioco dell’invenzione”.

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