Descrizione
Che cosa significa essere umani in un mondo pervaso dalle tecnologie digitali? Negli ultimi decenni, l'espressione "umanesimo digitale" è diventata un appello tanto diffuso quanto ambiguo: difendere l'umano di fronte alle macchine, rivendicare la centralità della persona, opporre la cultura alla tecnica.
Una contrapposizione che questo libro rimette in discussione, proponendo di riconoscere che l'umano e il digitale si formano insieme, in una relazione continua tra forme di vita, saperi e infrastrutture tecniche. Il volume prosegue la riflessione avviata da Milad Doueihi per una tradizione umanistica come pratica critica del presente capace di pensare la tecnica senza subirla e valorizzare l'umano senza idealizzarlo.
Note biografiche
<p><b>Graziano Lingua</b> è professore ordinario di Filosofia morale e direttore del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, nonché co-direttore del Département Humanisme Numérique del Collège des Bernardins di Parigi.</p>
<p><b>Andrea Osti</b> è attualmente assegnista di ricerca in Filosofia morale presso il Collège des Bernardins e l’Università di Torino, co-fondatore del “Seminario permanente di Scienze della Cultura” (centro di ricerca EraTo) e del progetto “Primitivism and Technology” (Collège des Bernardins).</p>
<p><b>Gemma Serrano</b> è professoressa di Teologia fondamentale alla Faculté Notre-Dame e co-direttrice del Département Humanisme Numérique del Collège des Bernardins di Parigi. Lavora in diversi gruppi di ricerca sul digitale e l’intelligenza artificiale in Vaticano (Dicastero Cultura ed Educazione).</p>
