Descrizione
I sei capitoli di questo libro indagano la prosa, narrativa o saggistica,
di tre grandi scrittori, Alessandro Manzoni, Carlo Emilio Gadda e
Primo Levi. Ricompongono frammenti di storia dei testi, interrogando minute autografe, cancellature, postille e pentimenti; sostano sullo
scaffale della biblioteca di Manzoni dedicato ai libri di grammatica;
e svelano letture, oscurate nei testi a stampa, che hanno alimentato
il pensiero di Gadda. Analizzano il tessuto della prosa di Levi, e annodano alcuni tratti distintivi, o firme, del suo stile, a temi che sono
stati per lui oggetto di lunghe riflessioni, quali la verificabilità della
scrittura testimoniale, o il concetto di «zona grigia». Ancora, rintracciano il collegamento tra la pagina di Levi e i manufatti di filo di rame
che lo scrittore realizzava per hobby. E documentano come la scintilla
creativa si accenda spesso, in Manzoni come in Gadda, grazie a un dialogo con i libri altrui fondato sul dissenso. Da tutti i sondaggi emerge
l'intrecciarsi, tanto tipico dei tre autori, di potenza della mente e investimento sulla parola: l'edificio del pensiero e la sua articolazione
formale non solo coincidono, ma si alimentano a vicenda.
