Descrizione
«Con molte bestie feroci che abitano in noi si può dialogare, o cercare di stabilire rapporti epistolari, come ha fatto G.». Così si apre questo racconto, nel quale il narratore si rivolge a una creatura apparentemente spaventosa scoprendo in lei un interlocutore comprensivo e affettuoso.
Al lupo confessa le ansie degli uomini, le paure, le malinconie, con un’affabilità e una sincerità che forse non sarebbero possibili parlando a un proprio simile. Anzi, mettendo in gioco la stupidità dell’uomo post-industriale, egli arriva a invocare il lupo come una divinità naturale perché aiuti l’essere umano «a ritrovare i fondamenti del gioco e dell’amore». La formula epistolare favorisce una parola diretta e intima, che Scabia distilla con cura: stile colloquiale, ma al suo massimo stato di grazia, essiccato e tagliente. Senza tradire nessun intento didattico o edificante, queste prose fulminanti colpiscono nel profondo e cercano la verità come solo certi miti arcaici riescono a fare.
Note biografiche
Giuliano Scabia (Padova, 1935 – Firenze, 2021) è stato
uno dei padri fondatori del nuovo teatro italiano, che ha
portato nelle piazze, nelle strade, nei manicomi e nei
boschi. La sua produzione letteraria comprende poesie,
pièces, racconti e romanzi. Con le Edizioni Casagrande ha
pubblicato "Il tremito. Che cos’è la poesia?" (2006) e "Una
signora impressionante" (2019). Per "Lettere a un lupo",
uscito originariamente nel 2001, ha ottenuto il Premio
Giardini Botanici Hanbury 2002 nell’ambito del Premio
Grinzane Cavour.
