Descrizione
Nell’opera di Linda Panunzio – Volevo chiamarmi Penelope e invece mi chiamo Antigone – mito, memoria e biografia si sovrappongono per interrogare la questione della responsabilità individuale in un presente amministrativo e culturale spesso sclerotizzato. Linda fa dialogare i due modelli: la protagonista impara a scegliere quando è opportuno tessere e disfare (Penelope) e quando è invece necessario infrangere l’ingiustizia per rispetto di principi più alti (Antigone).
Note biografiche
Nata a Molfetta (BA), laureata a Bari in Filosofia teoretica con una tesi sull’organicità degli intellettuali. Cultore della Materia in Bioetica, ha conseguito un Master sulla consulenza e dinamiche familiari alla Cattolica di Milano, ha insegnato come docente di Lettere, Filosofia e Scienze Umane. Ideatrice di testi teatrali per ragazzi, animatrice e ideatrice di laboratori pedagogico-formativi e di genitorialità responsabile presso il Creada, convinta assertrice di un sapere attento e di un’educazione critica, uniti alla necessità di una relazionalità civile. Sempre curiosa e nemica dello scontato, ma tenacemente radicata in ciò in cui crede. Tenacemente alla ricerca delle ragioni del cuore e delle emozioni della ragione. Desiderosa solo di serenità e di una coscienza tranquilla.
