Eris

Archeologia del conflitto
Editore:
Anno:
2024
ISBN:
9791222316680
DRM:
Adobe (Il file scaricato ha estensione .acsm e viene convertito nel formato acquistato con l' installazione sul proprio eReader)

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Descrizione

Nel mondo anestetizzato del “super” e del “wonderful”, si può anche pensare di espellere Eris dalle nostre vite, di considerarla al massimo come “sana concorrenza”, di nascondere il conflitto e di neutralizzarlo da quelli che pensiamo essere le nostre gioie e i nostri successi. Potrebbe però non essere una buona idea: sotto forma di stasis, sotto forma di echthra, sotto forma di polemos, Eris spunta sempre, e quando nessuno le bada lancia una mela e cambia le sorti della storia. Più sensato – anche se più faticoso – provare ad affrontarla, l’Eris cattiva, a trasformarla in buona per quanto si può, a indagare i sensi dello zelos, tra gelosia, invidia ed emulazione; e a capire – senza infingimenti – per quali inesorabili dinamiche l’anthropos è portato naturaliter a misurarsi coi propri simili anche a costo di sopraffarli, o di sopprimerli. Eris, in tutte le sue manifestazioni, tra la contesa, lo scontro, il conflitto, l’agone, il confronto, può tentare di avere qualche significato. L’eris può essere la violenza senza limiti, può essere l’odio e il disprezzo, ma può anche avere regole e codici, può fondarsi sul riconoscimento dell’altro. L’avversario, il nemico è probabilmente parte di noi stessi, siamo noi, ovvio, da una parte e dall’altra. Bisognerebbe pensarci un po’ meglio.


Note biografiche

Alberto Camerotto insegna Lingua e letteratura greca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si interessa principalmente di epica greca arcaica, di parodia e di satira antica. Con Filippomaria Pontani ha ideato e coordina il progetto Classici Contro. Tra le pubblicazioni: Fare gli eroi. Le storie, le imprese, le virtù: composizione e racconto nell’epica greca arcaica, Padova 2009; Gli occhi e la lingua della satira. Studi sull’eroe satirico in Luciano di Samosata, Milano-Udine 2014.
Filippomaria Pontani insegna Filologia classica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa della tradizione manoscritta di testi greci in età antica, bizantina e umanistica, ed è impegnato da anni nell’edizione dei commenti antichi e medievali all’Odissea di Omero (voll. I-III, Roma 2007-2015). Ha pubblicato diversi saggi su testi greci e latini (da Saffo a Callimaco, da Eschilo a Demostene, da Pindaro a Catullo), e sulla letteratura bizantina (da Eustazio di Tessalonica a Gemisto Pletone), umanistica (gli Epigrammi greci di Angelo Poliziano, Roma 2002; gli Scritti omerici di C. Kondoleon, Leuven 2018) e neogreca (Poeti greci del Novecento, con N. Crocetti, Milano 2010), concentrandosi fra l’altro sulla grammatica e la filologia nell’antichità e a Bisanzio, sulla retorica, sull’allegoria, sulla facies letteraria di alcuni miti e sulla traduzione poetica. Dal 2010 coordina con Alberto Camerotto il progetto Classici contro. Fa parte di gruppi di ricerca a Stoccolma e a Berlino, e ha coordinato un progetto FIRB. Scrive sul “Fatto quotidiano”.
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