Descrizione
Gender e Public History hanno trovato una loro intersezione, per la prima volta in Italia, in un convegno del 2017 focalizzato principalmente sulla didattica e i percorsi museali.
La successiva formazione di un gruppo di lavoro all’interno dell’Associazione Italiana di Public History (AIPH) ha visto l’impegno a rafforzare la presenza dei Gender Studies nelle pratiche di Public History e a comprendere come una prospettiva di genere possa contribuire a migliorare e diversificare metodi, visioni e progetti di Public History,.
Un approccio “gender” implica un utilizzo attivo che non soltanto induce a riflettere sulla presunta neutralità dello spazio urbano, ma individua nuove strategie e procedure partecipative per risignificarlo. Una prospettiva che mette in discussione e riconsidera criticamente la frattura tra potere e società, tra pubblico e privato.
Non basta certamente cambiare i nomi delle strade, frutto di processi decisionali legati alla costruzione della memoria storica collettiva, o realizzare statue di personagge, o elaborare una guida della città o un percorso al femminile in un museo per ritrovarsi a vivere in una società più equa ma allo stesso tempo una società che aspiri a essere una società delle differenze non può che interrogarsi su quali stereotipi e immaginari collettivi si perpetuano nei luoghi del nostro vissuto quotidiano.
Questo libro offre strumenti e idee per affrontare, con azioni concrete, disuguaglianze inscritte nello spazio reale e virtuale.
Note biografiche
Lucia Miodini è responsabile dell’Archivio Fotografico della Fondazione Migliori, Bologna e già della sezione Media e Moda del CSAC dell’Università di Parma. Dal 2000 insegna Storia della fotografia in diversi atenei. Fa parte del Direttivo SISF e del Direttivo AIPH, dove coordina il gruppo di lavoro Gender e Public History. Ha approfondito lo studio dell’immaginario di genere, dedicando particolare attenzione agli archivi fotografici personali femminili e al rapporto tra visual arts e femminismi. Tra le recenti pubblicazioni, La rappresentazione del corpo delle donne. Strumenti, teorie e pratiche di sorveglianza tra Otto e Novecento (“Storia delle donne”, 20/2024); Verita Monselles. Divagazioni sul tema fotografia e femminismo, contributo al volume Vite, carte, memorie. Archivi di donne in Toscana I (2024); ha curato Carla Cerati. Le scritture dello sguardo (2023) e co-curato Maria Vittoria Backhaus (2025).
Aurora Savelli è professoressa associata di Storia moderna all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Fa parte del Consiglio direttivo di “Ricerche Storiche”, del Direttivo AIPH, del Direttivo dell’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne. Ha dedicato particolare attenzione all’associazionismo urbano in età moderna e contemporanea (con due monografie), ai patrimoni immateriali e alla storia di genere. Tra le pubblicazioni recenti: Educare il popolo: l’esperienza di una scuola rurale toscana di secondo Ottocento, in Ead. (a cura di), Scuole rurali tra Otto e Novecento. Dalla ricerca alla scena, “Sapere pedagogico e Pratiche educative”, ESE Salento University Publishing, n. 11/2025. Ha co-curato il volume Vite, carte, memorie. Archivi di donne in Toscana I (2024) e curato il monografico di “Ricerche Storiche” Tra innovazione didattica e territori: i Laboratori di Public History delle Università italiane (2024, n. 2).
Autori Vari
