Descrizione
Nel biennio 1965-1966 almeno 500.000 militanti del Partito Comunista Indonesiano (PKI) furono assassinati dall’esercito di Suharto. Quello che fu uno dei più terribili e dimenticati crimini del ’900 pose fine alla storia del più grande partito comunista al mondo non al potere, inferiore nei numeri solo a quello sovietico e a quello cinese. Arcipelago rosso racconta la storia di quel partito: dalla lotta anticoloniale contro i Paesi Bassi fino alle grandi battaglie anti-imperialiste del dopoguerra nell’Indonesia di Sukarno, segnate dalla nascita del movimento dei Paesi Non Allineati. Ma è anche il racconto dei dilemmi che il PKI si trovò ad affrontare – sul rapporto tra democrazia e rivoluzione, tra violenza e legalità, tra socialismo e nazionalismo – e che restano ancora attuali. Attraversando cinquant’anni di storia indonesiana, il libro si interroga su due questioni essenziali: com’è stato possibile che un partito così grande sia stato annientato del tutto? E quale ruolo decisivo giocarono le potenze occidentali, a cominciare dagli Stati Uniti, nel permettere e sostenere quel massacro?
Note biografiche
Nicola Tanno (Campobasso, 1986) è un collaboratore di “Jacobin Italia”, dove scrive prevalentemente di storia dell’Indonesia e di politica spagnola. È laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali e in Analisi economica delle istituzioni internazionali all’Università Sapienza di Roma. È stato dirigente nazionale dell’Unione degli Studenti e dell’Unione degli Universitari. Ha pubblicato il racconto autobiografico Tutta colpa di Robben (2012). Vive e lavora a Barcellona dal 2010.
