Descrizione
Dopo il successo dei Fiori hanno sempre ragione e Le margherite sanno aspettare, Roberta Schira torna da lettori e librai con un romanzo delicato e potente. In un mondo che impone velocità e fretta, la natura insegna un’altra lingua: quella dell’attesa, dell’equilibrio, della trasformazione. Perché imparare ad accogliere anche le ferite più profonde è il solo modo di sentirsi, finalmente, a casa dentro sé stessi.
Note biografiche
Roberta Schira è nata a Crema e vive tra Milano e la Riviera di Ponente, il suo «quartiere del pensare», per dirla con Thomas Bernhard. Scrive intorno al mondo del cibo da prima che diventasse una moda, affrontandolo con occhi sempre diversi, dal costume alla condizione femminile. Diventa scrittrice, giornalista e critica gastronomica dopo la laurea in Lettere con indirizzo psicologico. Dal 2010 scrive sul «Corriere della Sera» di tendenze e protagonisti della «cibosfera», ha ideato il metodo oggi alla base della disciplina, noto come «canone Schira», e dal 2016 lo insegna in un master. Tre mariti, due figli e quindici libri, cuoca per passione, ama i gatti, lo champagne, i romanzi di Camus e Romain Gary, l’orto in Liguria, il teatro, la musica jazz, nuotare al largo, camminare a lungo in città e in ogni luogo del mondo. Con Garzanti ha pubblicato i romanzi I fiori hanno sempre ragione (2023), Le margherite sanno aspettare (2025) e Dove tornano le api (2026).
