La rivoluzione mondiale e il diritto

Editore:
Anno:
2026
ISBN:
9788834623619
DRM:
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Description

Nell’aprile del 1947 Vittorio Emanuele Orlando, ormai ottantasettenne, viene reintegrato nella cattedra di cui era stato privato per il negato giuramento al fascismo. Nella prolusione resa in tale occasione – riproposta in questo volume con un saggio introduttivo di Natalino Irti – Orlando coglie, con dolorosa lucidità, il tramonto dello Stato nazionale, e vede sorgere, fra le rovine della Seconda guerra mondiale, una nuova forma di comunità internazionale, in cui l’ordine sia dettato da una potenza imperiale o costruito a fatica in una generale federazione di Stati. L’unità del mondo si ritrova così nelle forme totali del potere, capaci di sollevarsi al di sopra degli Stati e di assumere la posizione del terzo giudicante. Un classico del pensiero politico e giuridico che non smette di ispirare nei lettori di oggi una riflessione necessaria sui limiti dello Stato, sulle sfide della pace e sulle domande della giustizia.


Biographical notes

Vittorio Emanuele Orlando (1860–1952), giurista e statista, più volte ministro del Regno d’Italia, guidò il governo del paese dal 1917 al 1919, attraverso la Prima guerra mondiale fino alla Conferenza di Parigi. Accademico di prestigio, docente alle Università di Palermo, Modena, Messina e Roma, contribuì in modo decisivo alla formazione del diritto pubblico moderno e alla riflessione sul rapporto tra Stato e cittadino. Nel 1931 lasciò l’insegnamento per non prestare il giuramento di fedeltà al regime fascista. Natalino Irti, allievo del grande giurista Emilio Betti, vince nel 1967 il concorso per professore ordinario, e insegna nelle Università di Sassari, Parma, Torino, Roma La Sapienza. È professore emerito di quest’ultima; socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Ha presieduto per oltre vent’anni l’Istituto per gli Studi Storici, fondato da Benedetto Croce. Ha pubblicato opere di tecnica giuridica, e saggi fra diritto e pensiero filosofico con Emanuele Severino e Massimo Cacciari. Del 2025 è il libro Sguardi nel sottosuolo.
Natalino Irti, allievo del giurista Emilio Betti, vince nel 1967 il concorso per professore ordinario. Ha insegnato nelle Università di Sassari, Parma, Torino e, dal 1975, nell’Università di Roma La Sapienza, dove è professore emerito di Diritto civile. È socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e membro di altri sodalizi scientifici, oltre che presidente dell’Istituto italiano per gli studi storici, fondato da Benedetto Croce. Tra i suoi libri Nichilismo giuridico (2004), Destini dell’oggettività. Studi sul negozio giuridico (2011), Diritto senza verità (2011), Dialogo sul liberalismo. Tra Benedetto Croce e Luigi Einaudi (2012), L’uso giuridico della natura (2013), Un diritto incalcolabile (2016). Con Emanuele Severino ha svolto il Dialogo su diritto e tecnica (2001). Talune opere sono tradotte in lingue straniere.

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