Per un umanesimo del terzo millennio

Il Magistero sociale della Chiesa
Editore:
Anno:
2026
ISBN:
9788892988767
DRM:
Social DRM

11,99 €


Description

L'umanesimo del tempo moderno, radicato nel relativismo etico da cui mette in guardia papa Benedetto XVI, si connatura di un carattere anticristiano che, in definitiva, risulta inumano, in quanto non corrispondente al desiderio di compimento e di senso che abita il cuore dell'uomo.La proposta cristiana rappresenta oggi più che mai una visione alternativa, aliena da ogni prospettiva ideologica, capace di riconoscere gli errori antropologici, le false idee di progresso, la cultura di morte insiti nelle più affermate teorie della modernità, alle quali contrappone la centralità della persona la cui dignità è prioritaria rispetto a qualunque concezione di popolo, società, Stato…La Chiesa si fa portatrice di questa proposta che le è propria attraverso il suo Magistero sociale che, come queste pagine efficacemente dimostrano, non è dottrina astratta, slegata dalla realtà. «La dottrina sociale», infatti, scrive l'autore, che nell'affrontare le sfide della contemporaneità ne ripropone anche una lettura storica, «porta la fede a misurarsi con l'uomo concreto, con i suoi problemi vitali. Essa illumina tali problemi a partire dalla fede, individuandone le soluzioni dentro quell'orizzonte nuovo di coscienza e di azione che la fede stessa fa accadere nel mondo». Il Magistero della Chiesa, allora, è l'incontro della fede con l'uomo, con le sue problematiche reali, personali e sociali, e tutto questo aiuta più compiutamente a comprendere come la fede stessa, nella prospettiva cattolica, non sia un'appendice preziosa e inutile della vita, ma il criterio di lettura dell'intera esistenza.Questo libro, sottolinea Marcello Pera nella Prefazione, è «un richiamo trasparente alla priorità e al primato cristiano della persona, un riferimento esplicito, a cui i moderni e ottusi laicisti non sanno prestare attenzione, alla fondazione religiosa dello Stato. Mons. Negri chiede che questa consapevolezza si diffonda, che se ne traggano le conseguenze, che si inverta la rotta. Il pericolo non è quello di tornare "pre-moderni"; il pericolo è quello di perdersi. Tutti».



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