Description
Vista con gli occhi di chi vive al confino, la situazione nel 1941 è disperata. Per un antifascista, che ha lottato per anni contro la dittatura, che ha pagato col carcere la fedeltà alle proprie idee e che ora si trova costretto a vivere su uno scoglio di due chilometri di lunghezza, le scarne notizie che riescono a filtrare disegnano un quadro cupo, di totale sconfitta. Tutto ciò in cui si è creduto è collassato, le armate del Terzo Reich calpestano vittoriose il continente, le idee di libertà sembrano aver perso per sempre. Dato il contesto, è stupefacente che un ristretto gruppo di visionari e visionarie abbia avuto la forza e la volontà di superare antichi contrasti e discutere con entusiasmo di futuro, di pace e di un modo nuovo – e giusto – di immaginare l’Europa. Fu grazie allo sforzo in particolare di tre di loro se noi oggi abbiamo un orizzonte europeo comune e possiamo godere di libertà che nel 1941 sarebbero state impensabili.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni provenivano da esperienze diverse: comunista, espulso dal partito, il primo; militante di Giustizia e Libertà il secondo; ebreo socialista il terzo. La lunga tradizione identitaria dell’opposizione al fascismo li avrebbe dovuti spingere a diffidare l’uno dell’altro, ma, nell’ora più difficile, loro decisero invece di unire le forze e trovare una via d’uscita comune a una situazione drammatica. Dal loro confronto nacque il Manifesto di Ventotene, un testo visionario e modernissimo, nucleo teorico fondamentale da cui prese avvio l’idea federalista che decenni dopo condusse alla nascita dell’Unione Europea.
Oltre ottant’anni dopo – ottant’anni passati per tutti in pace e libertà, proprio grazie a queste idee coraggiose – nel parlamento italiano si è assistito a un attacco durissimo da parte della presidente del Consiglio alla visione europeista e federalista del Manifesto. Federico Fornaro, protagonista di quel dibattito, con questo libro risponde, puntualizza e descrive i luoghi e la vita dei confinati, oltre che il difficile percorso politico del progetto europeista di Ventotene, in tutta la sua complessità, usando tutte le fonti disponibili. Una ricostruzione meticolosa di uno dei momenti più alti della lotta al fascismo.
Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni provenivano da esperienze diverse: comunista, espulso dal partito, il primo; militante di Giustizia e Libertà il secondo; ebreo socialista il terzo. La lunga tradizione identitaria dell’opposizione al fascismo li avrebbe dovuti spingere a diffidare l’uno dell’altro, ma, nell’ora più difficile, loro decisero invece di unire le forze e trovare una via d’uscita comune a una situazione drammatica. Dal loro confronto nacque il Manifesto di Ventotene, un testo visionario e modernissimo, nucleo teorico fondamentale da cui prese avvio l’idea federalista che decenni dopo condusse alla nascita dell’Unione Europea.
Oltre ottant’anni dopo – ottant’anni passati per tutti in pace e libertà, proprio grazie a queste idee coraggiose – nel parlamento italiano si è assistito a un attacco durissimo da parte della presidente del Consiglio alla visione europeista e federalista del Manifesto. Federico Fornaro, protagonista di quel dibattito, con questo libro risponde, puntualizza e descrive i luoghi e la vita dei confinati, oltre che il difficile percorso politico del progetto europeista di Ventotene, in tutta la sua complessità, usando tutte le fonti disponibili. Una ricostruzione meticolosa di uno dei momenti più alti della lotta al fascismo.
Biographical notes
Federico Fornaro, saggista e politico, è stato presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea «Carlo Gilardenghi» (Isral). Fra le sue pubblicazioni: Giuseppe Romita. L’autonomia e la battaglia per la Repubblica (1996), Giuseppe Saragat (2003), L’anomalia riformista. Le occasioni perdute della sinistra italiana (2008), Aria di libertà. Storia di un partigiano bambino (2008), Pierina la staffetta dei ribelli (2013), Fuga dalle urne. Astensionismo e partecipazione elettorale in Italia dal 1861 a oggi (2016) e Elettori ed eletti. Maggioritario e proporzionale nella storia d’Italia (2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato 2 giugno 1946. Storia di un referendum (2021), Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922) (2022), Giacomo Matteotti. L’Italia migliore (2024) e Una democrazia senza popolo. Astensionismo e deriva plebiscitaria nell’Italia contemporanea (2025). È stato Senatore della Repubblica e attualmente è membro della Camera dei Deputati.
