Description
Questo volume di Lidia Bramani sul Don Giovanni ci invita a guardare al capolavoro di Mozart con occhi nuovi, per riportarlo alla rete viva di relazioni, idee e tensioni che lo ha generato anziché all'abusata immagine del genio inconsapevole. Grazie a una lettura innovativa che intreccia musica, filosofia e scienze cognitive, ne emerge una composizione assieme radicata in profondità nel suo tempo – quel Settecento illuminato in cui il compositore era immerso – e sorprendentemente vicina a noi.
Al centro dell'opera c'è lo scontro fra la «libertà senza freni» di Don Giovanni – che, mosso dall'idolatria del consumo e dall'arroganza narcisista, sfrutta il binomio sesso/potere – e la «libertà di essere» rivendicata dagli altri personaggi. Le notizie inedite svelano come il legame di Mozart con la massoneria riformista viennese spinga la sua musica ad affrontare tematiche all'epoca rivoluzionarie e tutt'oggi ancora brucianti, prime fra tutte la condizione delle donne e la disuguaglianza sociale. Per il compositore, quindi, Don Giovanni non è un ribelle paladino della libertà, ma un esempio di quella sopraffazione di classe e di genere con cui ancora oggi continuiamo, purtroppo, a fare i conti.
Ciò che viene messo in scena, ci rivela Bramani, è un teatro di passioni, conflitti e scelte, in cui si riflettono le tensioni della modernità. Più che un mito, il Don Giovanni diventa così un ritratto vivido del presente: un'opera che continua a risuonare, lasciando aperte le domande e le provocazioni che porta con sé; e in cui ogni nota di Mozart e ogni parola del libretto di Da Ponte ci indicano da che parte stare.
